10 luglio 2020

Il Parco Nazionale di Göreme e i siti rocciosi della Cappadocia in Turchia

Il Parco Nazionale di Göreme e i siti rocciosi della Cappadocia, proclamati Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1985, sono una delle mete più visitate della Turchia.  Nel cuore dell’Anatolia centrale, il Parco è un luogo suggestivo e affascinante, uno del complessi rupestri più grandi del mondo. Villaggi e abitazioni rupestri scavate nella roccia, conventi, chiese e intere città sotterranee, estese per decine di metri nel sottosuolo, i paesaggi lunari degli incredibili Camini delle Fate, che svettano al cielo come foreste di pietra, ne fanno una località unica al mondo, vestigia di civiltà scomparse capaci di suscitare emozioni contrastanti e indimenticabili. 

(Foto:  Dan/flickr.com)  


Al cuore del Parco, esteso 9 mila e cinquecento ettari, per un altitudine che va dai 1.000 ai 1.325 mt sul livello del mare, si trova Göreme, cittadina di circa 2.000 abitanti, distante circa 13 Km ad est di Nevşehir, capitale dell’omonima provincia. 

I siti di interesse sia geologico che etnologico del Parco di Göreme sono numerosi (Karain, Karllik, Yesiloz e Soganli), inoltre è possibile visitare le città sotterranee di Kaymakli e Derinkuyu. I santuari rupestri del Parco sono centinaia, ma quelli meglio conservati, ricchi di affreschi di epoca bizantina si trovano nel Museo a Cielo Aperto di Göreme, il Goreme Acik Hava Muzei.


Una storia di conquiste e contaminazioni culturali



La storia della Cappadocia e il suo destino di territorio di conquista sono strettamente legati all’attività eruttiva di due differenti vulcani, oggi inattivi, l’Erciyas e lo Hasan. In seguito a copiose eruzioni, avvenute, si ritiene, 30 milioni di anni fa, l’intera pianura sottostante fu completamente ricoperta da spessi strati di lava, fango e polveri. Successivamente, nei millenni che seguirono, l’azione erosiva dell’acqua e del vento modellarono magistralmente delle formazioni tufacee, simili a piramidi di pietra, conosciute come Camini delle Fate, proprio per la caratteristica forma che le contraddistingue. Popolazioni preistoriche vi si insediarono, scavando nella tenera roccia di tufo friabile le proprie dimore.

(Foto: puffin11k/flickr.com



La Cappadocia è rinomata per le suggestive e spettacolari formazioni rocciose chiamate Camini delle Fate. Il loro aspetto è assolutamente singolare: enormi coni di tufo che svettano in cielo, a volte anche per un’altezza di 40 metri, con alla sommità un grande masso. Queste piramidi naturali, protette dall’azione delle piogge grazie alla sommità piatta di roccia, sono formazioni geologiche frutto di millenni di quella che i geologi definiscono erosione differenziata. Numerose sono le leggende che le hanno viste protagoniste, in particolare quella popolare che le considera i comignoli di antiche abitazioni di fate ed elfi, da cui il nome. Ma altre mitologie popolari, meno rassicuranti, le rappresenta come giganti cattivi o invasori ridotti in pietra per intercessione di Allah. Svelati all’occidente nel XVIII secolo grazie ai racconti e ai disegni di un viaggiatore francese, Paul Lucas, i Camini della Fate sono un’attrazione da godere dall’alto attraverso un giro in mongolfiera. Avventura unica nel suo genere, organizzata da rinomate società come la Cappadocia Voyager Balloons che vanta più di 20 anni di esperienza e con sede a Göreme. 

(Foto: Travel Turkey/flickr.com)


A circa 1 Km dalla cittadina di Göreme si trova l’omonimo Museo a Cielo Aperto. Originariamente era un insediamento religioso bizantino composto da un antico convento e un monastero, nei secoli, tuttavia, divenuto luogo di pellegrinaggio, si è espanso fino a dare vita a un villaggio rupestre. Nelle dimore troglodite è possibile ancora oggi ammirare le cucine con gli antichi forni tandoor e gli ambienti destinati al pranzo con lunghe tavole e panche interamente ricavate dalla roccia. Ma la particolarità del Museo di Göreme risiede sicuramente nelle sue cappelle e chiese rupestri, ricavate dalla roccia, alcune delle quali riccamente affrescate e considerate tra le più belle e imponenti di tutta la Cappadocia. Ecco le chiese più importanti del Museo a Cielo Aperto:
  • Azize Barbara Kilisesi (Chiesa di Santa Barbara), risalente all’XI secolo, questa chiesa è di piccole dimensioni con pianta a croce e cupola centrale sorretta da colonne, sulle pareti si trovano molti dipinti a secco;
  • Elmalı Kilise (Chiesa della Mela), risalente al X secolo, presenta ben nove cupole sorrette da colonne, il nome deriva probabilmente da un oggetto tondo tenuto in mano all’Arcangelo Gabriele, raffigurato sopra la navata centrale; 
  • Yilanli Kilise (Chiesa del Serpente), il nome di questa chiesa, risalente all’ XI secolo, deriva dalla raffigurazione della lotta di San Giorgio contro il drago, rappresentato nell’affresco con un serpente. Gli affreschi parzialmente sbiaditi lasciano intravedere antichi dipinti a secco, vi sono raffigurate oltre a immagini del Cristo anche quelle di alcuni santi, e dell’imperatore Costantino con la madre Sant’Elena, la cui leggenda narra abbia ritrovato la Croce della Passione di Cristo;
  • Carikli Kilise (Chiesa dei Sandali), datata tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII secolo, presenta numerosi affreschi in ottime condizioni di conservazione, che raffigurano le scene salienti della vita di Cristo; il nome gli deriva dalle impronte del Cristo nell’atto di salire al cielo, dipinte nell’affresco dell’Ascensione; 
  • Karanlik Kilise (Chiesa Oscura), datata tra la fine del XI secolo e l’inizio del XII secolo, ricevendo pochissima luce dall’unica finestra presente, da cui il nome, presenta gli affreschi meglio conservati di tutte le chiese rupestri della Cappadocia. Per poterla visitare viene richiesto un supplemento al biglietto d’ingresso;
  • Tokali Kilise (Chiesa della Fibbia), questa chiesa, posta poco fuori dal museo, è la più grande dell’area, essendo il risultato dell’accorpamento di due chiese differenti. Gli affreschi, in cui domina un blu intenso, risalgono al X secolo e narrano in ordine cronologico i passaggi più importanti della vita di Cristo. 
Vi proponiamo ora un video bello e interessante del canale YouTube World Trip di un appassionato viaggiatore, Luca Vitiello, realizzato in collaborazione con l'Ufficio Cultura e Informazioni dell'Ambasciata di Turchia in Italia. 



Tra le meraviglie del Parco Nazionale di Göreme vi sono le città sotterranee di Kaymakli e di Derinkuyu, situate a qualche decina di chilometri a sud della città di Nevşehir.  Questi labirinti, che si espandono in profondità nel terreno, erano delle vere e proprie cittadelle, rifuggi sicuri per diverse migliaia di persone che potevano restarvi protette anche per diverse settimane. Le porte esterne venivano chiuse da grandi macine da mulino scorrevoli e l’areazione, capace di rendere salubre l’aria all’interno, era assicurata da appositi camini di areazione. Abitazioni, magazzini e stalle rendevano quei labirinti angusti scavati nella roccia un tessuto urbano del tutto autosufficiente. Kaimakly, scoperta nel 1964, si estende su 8 livelli nelle viscere della terra fino a raggiungere i 45 metri di profondità. Mentre, la città sotterranea di Derinkuyu consta di 11 livelli fino a raggiungere la ragguardevole profondità di 85 metri. Inoltre, attraverso un dedalo di lunghi tunnel era connessa ad altre città sotterranee dell’area. 
Vi lasciamo così proponendovi un altro bel video sulla Cappadocia e le sue bellezze del canale YouTube I Viaggi di Michele con splendide riprese realizzate anche attraverso l’ausilio di un drone.



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