25 dicembre 2019

Machu Picchu, la Città degli Dei



Machu Picchu (Vecchia Montagna, nel linguaggio degli antichi indios) è una antica città Inca, edificata nel XV secolo D.C tra le montagne delle Ande in Perù, ad un’altitudine di circa 2.430 mt. La città fu abbandonata nel 1572 ed essendo praticamente invisibile dal basso è rimasta dimenticata per molti secoli fino alla sua scoperta, ad opera dell’archeologo Hiram Bingham, avvenuta il 24 luglio del 1911. Una città tra le nuvole, posta a 450 mt sopra il fiume sacro Urubamba ed estesa per quasi 1 Km. Lo stato di conservazione delle rovine, costituite da case, campi, canali, templi e un grandioso palazzo di pietra, è sorprendente e chi ha la fortuna di poterla visitare non solo ha la possibilità di fare un viaggio a ritroso nel tempo, ma di godere di una vista senza eguali sulla Foresta Amazzonica(Foto:Pedro Szekely /flickr.com)  


 Ogni anno migliaia di visitatori si inerpicano per quelle altezze facendone un’esperienza di viaggio indimenticabile.  Machu Picchu, Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO, è il terzo sito archeologico più grande del mondo dopo gli scavi di Pompei. La città più importante e vicina (112 Km), dalla quale comincia l’avventura per raggiungere il sito, è Cusco, antica capitale dell’impero Inca e attuale capoluogo della omonima regione. 


Tra storia e legenda


La storia di Machu Picchu è strettamente legata con quella del suo fondatore: il sovrano Pachacuti. Nel 1438 i guerrieri Chanca attaccarono in massa i loro vicini, gli Inca. Il vecchio imperatore Inca si diede alla fuga mentre il suo indomito figlio condusse il popolo verso la battaglia. Gli Inca, dopo alterne vicende, riuscirono a sconfiggere gli invasori e proclamarono loro capo assoluto il giovane eroe, dandogli il nome profetico di Pachacutec (colui che trasforma la terra, nel linguaggio degli antichi indios). Pachacuti, proclamatosi imperatore, avvia una campagna di conquiste contro le tribù vicine, dando vita all’Impero Inca che si estenderà lungo tutta la costa pacifica del Sud America e dominerà su più di 10 milioni di persone. Pachacutec volle così fondare una città favolosa capace di simbolizzare la potenza del suo impero. Tuttavia Machu Picchu, costruita intorno al 1450 D.C., era in realtà una città relativamente piccola per i comuni standard della cultura Inca, essendo abitata solo da circa 500 - 750 persone. La sua particolarità, invece, risiedeva tutta nella sacralità della sua vera essenza.

Gli Inca veneravano gli elementi naturali del cielo e della terra come delle divinità e il loro imperatore veniva considerato un semidio, il figlio del sole e capo assoluto della religione. Gli Inca, infatti, credevano che il sole fosse il solo antenato divino. Machu Picchu, la sua città liturgica, era stata costruita nel centro di un paesaggio sacro, un Axis Mundi, un asse spirituale tra: gli astri del cielo, le quattro montagne sacre, poste ai punti cardinali, e il fiume Urubamba, ancora venerato dalla popolazioni della regione. Secondo l'archeologo e antropologo Johan Reinhard (nel suo libro del 1991, Machu Picchu: Exploring an Ancient Sacred Center), durante il solstizio e l'equinozio, il sorgere e il calare del sole, se osservati da determinati punti all'interno di Machu Picchu, sono perfettamente allineati con alcune vette sacralizzate dalla popolazione Inca. Dunque, secondo queste teorie Machu Picchu può essere considerata come una sorta di sito per il ritiro spirituale dell’imperatore, la sua città sacra dove il sovrano entrava in armonia con gli elementi della cosmologia religiosa Inca. Teoria questa che naturalmente non contrasta con quelle più secolari che considerano il sito come una residenza di Pachacutec, dove amava intrattenersi e dilettarsi nella caccia con la sua corte.

La città di Machu Picchu si ritiene sia rimasta abitata fino all’invasione spagnola e la distruzione dell’impero Inca, operata dalle armi dei conquistadores, ma soprattutto dalla malattia che veicolarono con il loro arrivo, il vaiolo. A causa di tale morbo, tipicamente europeo, moriranno a milioni fino alla totale disgregazione di quell’antichissima civiltà. Dopo il consolidamento del dominio spagnolo nelle Ande Centrali (1572), Machu Picchu verrà abbandonata per rimanere del tutto ignorata dai conquistatori, che nella zona non edificarono alcun tempio cristiano. La sua esistenza entrò nella leggenda e la sua ubicazione risultò sconosciuta per ben quattro secoli. Il suo ritrovamento, infatti, avverrà solo il 24 luglio 1911 ad opera di un intraprendente esploratore della Yale University, Hiram Bingham.


Descrizione del sito


Il complesso di Machu Picchu presenta due grandi zone suddivise in funzione delle finalità per le quali erano destinate. L’area ubicata a sud, composta da un articolato sistema di terrazze e di canali per la raccolta e lo sgrondo delle acque, è la zona agricola, utilizzata fondamentalmente per la coltivazione. Mentre, nella parte a nord della città troviamo la zona urbana, costituita da palazzi regali, templi, piazze, vasche dove fare i bagni e case, dove gli abitanti risiedevano e dove avevano luogo le principali attività civili e i cerimoniali religiosi.
La zona urbana, a sua volta, è suddivisa in due distinte aree secondo la rigida bipartizione della gerarchia andina: la parte alta e la parte bassa. In quest’ultima si trovano gli edifici più poveri, adibiti all’agricoltura, alle abitazioni delle manovalanze, all’allevamento del bestiame e allo stoccaggio delle merci. Tra le due aree della zona urbana si trova la Plaza Alargada, costituita da terrazze poste a differenti livelli in armonia con il naturale declivio della montagna. Gli Inca, infatti, lavoravano in piena sintonia con la natura, e in alcuni luoghi della città esiste un passaggio quasi ininterrotto tra la roccia naturale e le costruzioni.

Nella parte alta della zona urbana possono essere ammirati:
  • Il Tempio del Sole, costruito su una grossa roccia e utilizzato per i cerimoniali del solstizio di giugno. Si ritiene fosse un mausoleo reale dove all’interno di grandi nicchie riposavano alcune mummie della famiglia reale. 
  • La Residenza Reale, la cui porta di accesso coincide con il primo ingresso alla città. Tra tutte le costruzioni presenti nel sito e adibita a residenza risulta essere la più raffinata, imponente e con una disposizione spaziale ottimale. 
  • La Piazza Sacra con il Tempio delle Tre Finestre, un complesso di costruzioni disposte intorno ad un patio quadrato. Il luogo era destinato a rituali differenti.
  • L’Intihuatana (il posto dove si cattura il sole, nel linguaggio degli antichi indios), una collina che assume la forma di una piccola piramide di base poligonale grazie al sofisticato terrazzamento realizzato sulle sue pendici. Due ampie scalinate consentono l’accesso alla parte più alta dove si trova la pietra Intihuatana, una struttura ricavata da un’unica grande pietra attraverso cui si pensa che gli antichi sacerdoti indios ricavassero degli allineamenti astronomici per definire il calendario legato ai lavori agricoli.  Una sorta di scultura perfettamente allineata con gli elementi naturali circostanti.

In questo sito archeologico, unico per tipologia costruttiva, difficilmente i visitatori potranno trovare una sola pozza d’acqua, nonostante le frequenti piogge torrenziali che spesso imperversano su tutta l’area e nei secoli avrebbero potuto fare franare il complesso. Machu Picchu, infatti, viene considerata una delle più grandi opere idrauliche ed ingegneristiche del mondo, un vero e proprio monumento alla genialità e alla creatività della civiltà Inca. Il deflusso delle acque viene mirabilmente controllato dalla presenza di centinaia di terrazzamenti coltivati e da un sapiente reticolo di canali di scolo, che ne rallenta il passaggio, favorendone il lento assorbimento. I terrazzamenti, scavati sulle pendici del crinale, sono stati realizzati sovrapponendo a strati di pietra di varia grandezza la terra per le coltivazioni. Inoltre, i muri delle terrazze non solo rappresentano un rinforzo al pendio, che può arrivare a pendenze anche del 50%, ma assorbono il calore del sole durante il giorno, irradiandolo poi di notte a protezione dei raccolti.

Un’altra caratteristica che rende uniche le costruzioni che possono essere ancora oggi ammirate a Machu Picchu risiede nel fatto che esse sono state realizzate utilizzando enormi massi collocati uno a ridosso dell’altro con una precisione millimetrica, con linee di giunzione estremamente strette e senza l’ausilio di malta o cemento, mentre le porte e le finestre venivano ricavate direttamente dalla pietra. Gli Inca non avevano arnesi di ferro per la lavorazione della pietra, ma solo altre pietre, sapientemente scheggiate e soprattutto si affidavano alla loro grande forza lavoro, dedita alla costruzione della città. Non schiavi, ma molte squadre di lavoratori cittadini orgogliosi di partecipare alla sacra impresa e ai quali si dava l’opportunità di pagare le tasse fornendo la propria forza lavoro.


Informazioni utili


La base di partenza per raggiungere il sito di Machu Picchu è la cittadina di Aguas Calientes che si trova a circa 15 minuti di autobus e dove esiste un servizio di navette con partenze ogni 10 minuti. La prima navetta, per quanti non desiderino trovarsi circondati dalla usuale folla di visitatori, parte alle 5,45 del mattino. Naturalmente, se si sceglie questa opzione sarebbe consigliabile pernottare in uno degli alberghi della cittadina. Aguas Calientes può essere raggiunta da Cusco in treno, in autobus o affittando un auto privata. Numerose agenzie turistiche in loco possono dare ai visitatori tutta l’assistenza necessaria agli spostamenti.

I biglietti d’ingresso al sito archeologico possono essere acquistati solo online, tramite il sito ufficiale del Ministero della Cultura, l’unico autorizzato alla vendita. In primo luogo va fatta la prenotazione alla visita in funzione della disponibilità di ingressi che sono limitati, fino a circa 2.500 al giorno. Quando si procede alla prenotazione (con il giorno e il numero di biglietti) bisogna indicare se si desidera l’ingresso semplice o quello in cui si prevede anche la salita al monte Huayna Picchu, che svetta sulla cittadella Inca. Il dislivello è solo di 300 mt, ma la salita è impervia e chi si è avventurato consiglia di affrontarla solo se si ha un minimo di allenamento. Per effettuare la prenotazione bisogna inserire i nominativi e i numeri di passaporto relativi. Verranno, quindi, generati i biglietti in formato PDF. Una volta effettuato il pagamento con carta di credito del circuito VISA, l’unico ammesso, si potrà procedere al check-in e alla stampa dei biglietti. Aspetto questo fondamentale in quanto all’ingresso del sito archeologico vengono accettati solo i biglietti cartacei.

Vi propongo ora di rilassarvi e di godervi il bel video YouTube su Machu Picchu, realizzato da Milosh Kitchovitch del Canale Amazing Places on Our Planet




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